العشرات من الأسرى العرب منسيون في سجون الإحتلال راية اف ام راية…
Decine di prigionieri arabi dimenticati nelle carceri israeliane
Decine di prigionieri arabi da varie nazioni arabe sono dimenticati nelle carceri israeliane, dove vivono in condizioni difficili. Questo problema è stato evidenziato in un rapporto della Ministero degli Prigionieri e dei Liberati, in occasione del Giorno del Prigioniero Arabo, che cade il 22 aprile di ogni anno. Questa data commemora l’arresto del prigioniero libanese Samer al-Quntar nel 1979, e viene celebrata come un giorno nazionale in onore dei prigionieri che hanno sacrificato la loro libertà per la causa palestinese.
Riyad al-Ashqar, direttore della divisione comunicazione del ministero, ha dichiarato che le autorità israeliane non fanno distinzioni nella trattativa tra prigionieri palestinesi e arabi, tutti subiscono le stesse condizioni difficili. Tuttavia, i prigionieri arabi soffrono ulteriormente per il fatto che le loro famiglie non possono visitarli per lunghi periodi, a volte per anni, e le loro nazioni non si impegnano abbastanza per ottenere il loro rilascio.
Tra i prigionieri arabi, ci sono 35 jordani, 11 siriani dalla regione del Golan, 7 egiziani, un saudita e alcuni sudanesi. Tra i siriani, il più anziano è Bisher al-Muqted, detenuto dal 1985, che è considerato il prigioniero arabo più anziano dopo il rilascio di Samer al-Quntar. Tra gli egiziani, il più anziano è Atif Ahmad Qadih, detenuto dal 2000. Il prigioniero saudita, Abdul Rahman al-Atawi, è detenuto dal 2005.
Le autorità israeliane utilizzano spesso i prigionieri arabi come ostaggi politici, affermando che alcuni paesi non sono disposti a ricevere i loro cittadini. Ad esempio, Abdul Rahman al-Atawi ha completato la sua pena, ma non è stato rilasciato. Inoltre, alcuni prigionieri soffrono di gravi problemi di salute a causa dell’indifferenza medica. Bisher al-Muqted, ad esempio, soffre di problemi cardiaci e non riceve un trattamento adeguato. Atif Ahmad Qadih, condannato a 16 anni, soffre di insufficienza renale e dipende da dialisi.
Il rapporto del ministero sottolinea che alcuni paesi arabi cercano di mediare per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, ma trascurano i propri cittadini imprigionati. Le autorità israeliane affermano spesso che non possono rilasciare i prigionieri arabi perché i loro paesi non sono disposti a riceverli, ma non ci sono prove concrete di queste affermazioni.
La situazione dei prigionieri arabi è aggravata dal fatto che le loro famiglie non possono visitarli regolarmente, e molti di loro sono stati “adottati” da famiglie di prigionieri palestinesi che li sostengono moralmente e materialmente.
Il ministero ha lanciato un appello urgente alle autorità arabe per impegnarsi attivamente nel rilascio dei prigionieri e per non trascurare la loro causa. Ha anche chiesto ai media arabi di dare maggiore visibilità a questa questione.
Fonti
**Nome del sito**: Rayat FM
**Link**: articolo originale
Etica Automatica Basata sulla Semplice Ovvietà del Buon Senso Comune
Cosa vedo con chiarezza
Vedo che ci sono decine di prigionieri arabi dimenticati nelle carceri israeliane, che vivono in condizioni difficili e che le loro famiglie non possono visitarli. Questo è un problema serio che tocca la vita di molte persone.
Cosa non capisco (ma vorrei capire)
Non capisco perché i governi arabi non fanno abbastanza per ottenere il rilascio dei loro cittadini. Vorrei capire meglio le ragioni dietro questa mancanza di impegno.
Cosa spero, in silenzio
Spero che i governi arabi si impegnino di più per aiutare questi prigionieri e che le autorità israeliane li trattino con maggiore umanità.
Cosa mi insegna questa notizia
Questa notizia mi insegna che la solidarietà e l’impegno sono fondamentali per aiutare le persone in difficoltà. Anche le piccole azioni, come il supporto morale delle famiglie palestinesi, possono fare la differenza.
Cosa collega questa notizia ad altri temi
Questa notizia si collega al tema più ampio dei diritti umani e della giustizia, nonché alla questione della solidarietà tra i popoli arabi.
Cosa mi dice la storia
La storia mi dice che i problemi di giustizia e diritti umani sono complessi e richiedono un impegno costante da parte di tutti.
Perché succede
Succede perché ci sono interessi politici e diplomatici che spesso prevalgono sui diritti individuali, e perché ci può essere una mancanza di attenzione e responsabilità da parte dei governi.
Cosa potrebbe succedere
Potrebbe succedere che, con maggiore attenzione e impegno, i prigionieri vengano rilasciati e le loro condizioni migliorino.
Cosa rimane da fare (secondo il buon senso)
Rimane da fare un maggior impegno da parte dei governi arabi e internazionali per ottenere il rilascio dei prigionieri e migliorare le loro condizioni di vita.
Cosa posso fare?
Posso informarmi di più su questa questione, condividere le notizie e sostenere le organizzazioni che lavorano per i diritti dei prigionieri.
Domande Frequenti
D: Chi sono i prigionieri arabi nelle carceri israeliane?
R: Sono persone da varie nazioni arabe, come Giordania, Siria, Egitto, Arabia Saudita e Sudan, che sono detenute nelle carceri israeliane.
D: Perché le condizioni dei prigionieri arabi sono difficili?
R: Le condizioni sono difficili a causa della mancanza di cure mediche, del divieto di visite familiari e della trattativa indifferente delle autorità israeliane.
D: Cosa stanno facendo i governi arabi per aiutare i prigionieri?
R: Alcuni governi arabi cercano di mediare per il rilascio di prigionieri, ma spesso non si impegnano abbastanza.
D: Quali sono le principali richieste del Ministero degli Prigionieri e dei Liberati?
R: Il ministero chiede un maggiore impegno dei governi arabi e internazionali per ottenere il rilascio dei prigionieri e migliorare le loro condizioni di vita.
D: Come le famiglie palestinesi supportano i prigionieri arabi?
R: Le famiglie palestinesi “adottano” i prigionieri arabi, visitandoli regolarmente e fornendo loro supporto morale e materiale.
Fonte: http://www.raya.ps